Or non è molto, la Cultura Ufficiale (non parliamo di quella Accademica) a certe cose non osava nemmeno avvicinarsi. Solo pochi eletti, più o meno integrati e un tantinello gasati, potevano vantarsi di battere certi percorsi. I tempi, però, cambiano in fretta. Lo testimonia un'iniziativa del Museo storico di Trento, un'istituzione d'avanguardia che rivela la sua lungimiranza con questa Mostra tuttora in corso: Una storia romantica: gli anni '60 dall'archivio di Gigliola Cinquetti.
Chi è Gigliola Cinquetti (Verona 1947) lo sanno anche i giapponesi. Ma forse non tutti sanno che la cantante ha raccolto un archivio delle lettere dei fans, per un totale di circa 150.000 documenti. Peggio di Andreotti, e chissà quanti nomi compromettenti. Da questo archivio affiora una fotografia tutta particolare degli anni Sessanta (si veda il comunicato stampa dell'evento).
Gli organizzatori osservano con orgoglio : Il "caso Cinquetti" Gramsci lo avrebbe probabilmente studiato. Forse anche Barthes e Foucault, vallo a sapé. Ma non è il caso di polemizzare, anzi. Per una volta che gli storici hanno trovato la corda giusta per interessare la ggente. Possiamo quindi astenerci con piacere dal consueto commento "Il sonno della Regione genera mostre. E poi, diciamola tutta: dei dilettanti allo sbaraglio e dei gagà della trashologia non se ne poteva più. Largo ai professionisti.
Giusto una precisazione, tanto per non perdere il vizio: è vero che Gigliola, all'epoca, non aveva l'età, ma c'era già chi aveva saputo precorrere i tempi.

