sour thoughts

venerdì, 25 marzo 2005

Per dirla alla maniera del venerabile Patriarca Fozio, “abbiamo letto il volume Blog Generation (no!) di Giuseppe Granieri”: Le Must de Granier, c’est plus facile. Stile gradevole e contenuti istruttivi, soprattutto per noi blogger della domenica, ché le faccende telematiche noi le orecchiamo senza capirci troppo, il che ci lascia in bilico tra gli amish che continuano a fregarsene beatamente e quelli che del web han fatto un percorso di perfezione mistica. Nei confronti di questi ultimi ci sentiamo un po’ come il tipo che viaggia in vespone e, quando incrocia le motociclette vere, lampeggia per salutare. Con l'illusione di far parte anche lui della combriccola*.
Ora, però, lasciamo perdere le quisquilie e torniamo all’aureo libretto: ripetiamolo, v’è molto da imparare. Un lavoretto da professionista, suggellato da una bibliografia illuminante e dall’immancabile florilegio di blogger, anglofoni e nostrani (gli altri spingono)**. Epperò…. epperò non riusciamo proprio a entusiasmarci. Noi sfigati, che andiamo ancora in biblioteca dove magari ci capita anche di zittire i lettori rumorosi (ué, ma dove credi di stare? al cinema?), si rimane un po’ basiti di fronte a una dichiarazione di tal fatta :

per trovare un’informazione in un libro bisogna partire dall’inizio e continuare finché la si trova. Troppo, se non abbiamo motivazioni abbastanza sostanziali. Infine, si tratta di una memoria parziale. Poiché l’accesso ai mass media ha forti barriere in ingresso, gli individui che contribuiscono alla memoria sociale analogica sono relativamente pochi (p. 128).

Se avessimo trovato il tutto dal solito blogger egoerotico, avremmo commentato: “vabbé, la solita pisquanata buttata giù così, tanto per fare un po’ d’effetto e richiamare la truppa a far commenti”. Solo che il Granieri non è mica un Effe qualsiasi, e di queste cose se ne intende sul serio. Sì, magari ogni tanto tira fuori dal cilindro qualche trovata sbarazzina, uso il Faceroll, ma si tratta di comprensibili operazioni di marketing***.
Comunque, fin qui si resta ancora su un registro accettabile. Il problema è che, man mano che si va avanti, il libro passa dai toni descrittivi a quelli propositivi. Per dar lustro alle proprie idee sulle potenzialità della Rete, il Granieri tira anche in ballo la democrazia ateniese. Per meglio dire, gli è piaciuto un librino di sir Moses Finley, e gli dedica un certo spazio nell’introduzione (p. 17) e nel penultimo capitolo (p. 146 ss.), dove a un certo punto però osserva, lasciandoci un tantino allibiti:

La Rete di oggi ci ricorda molto da vicino questa logica. La capacità cognitiva di milioni di persone ad un potentissimo strumento di connessione, ha realizzato un modello che incrocia la libertà del dibattito tipica dello spirito ateniese con la valutazione individuale dell’auctoritas latina.

Vabbé, prima o poi uscirà un ponderoso commento analitico, dove ce lo spiegheranno meglio. Il buon Granieri non ce ne voglia, ma questi schemini da triennio di Scienze della Comunicazione son proprio disdicevoli.
Ma ora, bando alle pedanterie. Cioè, cazzo compagni, il problema è a monte; ci riferiamo al messaggio lanciato dal Libretto Turchese, dove i blogger, perlomeno quelli di qualità che hanno un qualche interesse ad agire, far tendenza o magari solo esistere anche per gli altri (post or perish, insomma), sembrano rientrare in una logica irenica ma totalizzante. L’impressione - personalissima, nèh - è che ogni politês sia tenuto a interagire sotto l’occhio vigile di un novello e democratizzato Big Brother pericleo, sotto la saggia tutela dei patres conscripti.
Sorge allora la domanda : “fino quando, troll, abuserete della nostra sopportazione?”. In effetti i troll non mancano mai, e ne spuntano sempre di nuovi (ma no!). Niente paura, il Nostro Autore ha pensato a tutto, e non da mo': don't feed the troll, insomma basta ignorarli (p. 148), affinché non possano nuocere alla “Big Conversation”, che in questo modo potrà sempre dormire tra quattro guanciali. Frattanto, noi si torna in biblioteca, dove per nostra fortuna i libri su Atene e sull’auctoritas non sono stati ancora spostati in magazzino. Quando arriva la rivoluzione telematica, fateci un fischio.

*per soprammercato, au village global, sans prétention, on a mauvaise réputation. ma Brassens, si sa bene come la pensava in proposito.
**tra l’informativo e il lobbystico, com’è giusto che sia. e poi, gli amici son sempre gli amici.
***gli addetti ai lavori (salve. tutto bene in famiglia?) diranno che il paragone è scorretto. so what?
****al buon GG non sarà sfuggito di certo: agli occhi del blogger di piccolo o anche medio cabotaggio, qualsiasi critico è sempre un troll. per prudenza, meglio premunirsi
.

postato da inconnuaubataillon alle ore 08:32 | link | commenti (9)
categorie: letti e mangiati

Commenti
#1   25 Marzo 2005 - 09:59
 
Certo che se la sua idea di democrazia antica si basa solo sul volume di Finley stiamo messi alquanto male ... (sarò ottimista, ma credo che il contenuto di democrazia della rete sia ben più elevato - e questo perché in realtà non si tratta di prendere decisioni vincolanti per tutti gli altri, ma di esprimere opinioni, che - in quanto tali - possono essere 'falsificate') ;-)
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#2   25 Marzo 2005 - 10:13
 

eggià. comunque, finché non si mette a far politica estera, i danni restano limitati. anche tu, però, vacci piano: non è ancora mezzogiorno, e hai già tirato fuori un Popper...

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#3   25 Marzo 2005 - 10:27
 
E se sapessi della sorpresa che ho in serbo per te stasera ... ;-)
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#4   25 Marzo 2005 - 10:42
 

uscirai fuori dalla torta?

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#5   25 Marzo 2005 - 12:53
 
No, ti porto a Edenlandia: :-DDD
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#6   25 Marzo 2005 - 17:02
 
Come ebbi a dire in un'altra vita (niente asterisco), te-ti dovrebbero pagare per bloggare.
utente anonimo

#7   26 Marzo 2005 - 07:51
 
are you feeding us?
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#8   26 Marzo 2005 - 11:48
 
me lo sentivo, è il destino: ho viaggiato in vespone.
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#9   26 Marzo 2005 - 12:20
 

auguri e te e agli altri vespisti virtuali, allora.

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Commenti

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Questo blog si esprime al plurale maiestatis (dove maiestas ha l'accezione di "crimine contro la Patria"). Il fondatore, Acidosignore, è spesso visiting professor in focolai di autostima senza speranza salotti mediatici come l'acclamato blog azioneparallela o l'incredibile Herzog, mica noccioline. Tornando alla casa base, un avvertimento: qui non si fa Big Conversèscion e i link picci pucci non ce li trovate. In compenso, pero', linkiamo i post più pisquani. A proposito, abbiamo il copyright per le espressioni "blogger pisquano", "savasandir" e "vallo a sapé". Ai coglioncelli in vena di gossip: Acidosignore e Adlimina non sono parenti. Nemmeno acquisiti. Un'ultima cosa: se passate e la sparate troppo grossa, lo faremo notare ostentatamente. Ché mica ve lo ordina il dottore di passar di qua.

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