Per una volta non ci consigliano di leggere Il Foglio, bensì La Stampa. E perché no? In fondo abbiamo sempre apprezzato lo Specchio dei tempi, ahimé ridotto nell'edizione nazionale. E Tuttolibri è forse il miglior supplemento letterario di casa nostra.
Solo che oggi, la gloriosa testata subalpina presenta un articolo sui weblog. Italiani, s'intende. Nel campione dei siti citati, tutti di splinder, troviamo anche amici e conoscenti, più o meno amabili, diciamo quasi tutti rispettabili. E fin qui va bene.
Poi, però, l'articolista si lascia scappare un commento un po' così:
Svanito, dissolto e polverizzato il vecchio pianeta dei blogger che durante la guerra in Iraq avevano aggiunto nella loro homepage una sorta di «counter di morti», un contatore che registrava in tempo reale il numero dei decessi nel conflitto. Etichetta troppo lugubre per tenere il tempo di un mondo che cambia e si evolve con grande rapidità. Adesso i nuovi «padroni della blogosfera» si concentrano sul cinema, sulla musica, sulla letteratura. Tutto ora è più lieve, colto, raffinato.
Cos'è? Il ritorno dell'edonismo reaganiano? Ma siamo fuori? Va bene il cazzeggio e tutto il resto, ma questo è veramente too much. "Tutto ora è più lieve, colto, raffinato"... spiacente, Pino, devi andare in soffitta. Intanto suggerirei a qualche blogger (munito di computer abbastanza potente) di installare un «counter delle scemenze». Anzi no, quando si ama non si conta.
In ogni caso, permetteteci almeno di chiedere un secondo parere: toh, a quanto pare i giornalisti lagunari sono un po' più congrui di quelli sotto la Mole. Per restare in tema, vi regaliamo anche un paesaggio conseguente. Ciò.

A breve aggiornamento: nel blog tenuto dall'autore dell'articolo in questione, si discute qua e là sul pezzo. Ma il tema è uno e uno solo, il criterio di selezione dei blogger citati. E il counter gira, gira.
